Fraticìeddhu
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Un racconto di Mimmo Bitonto Castello di Mirto – Inizio primavera 1854 Frate Egidio , per assonanza e struttura lo chiamavamo Fraticìeddhu , appartenea ai minimi di san Francesco di Paola, del convento di Morano, posto alle pendici del Pollino. Miserabili essi stessi, si occupavano degli ultimi, orfani, bambini abbandonati, mentecatti, lebbrosi, tisici, affamati, derelitti. I piccoli li teneano con loro, gli altri purtroppo di passaggio, non potendo ospitarli che qualche giorno. Confidavano nella provvidenza e nell’aiuto degli uomini, e si avvaleano di elemosinanti: tale era frate Egidio. Cercava la carità a tutti, fossero ricchi o poveri stendea la mano, non di rado la ritirava vuota, ma non si perdeva d’animo, tanta gente c’era in giro… Camminava a piedi con addosso tutto il suo bottino: un’ampia gerla da montanaro sulle spalle per derrate promiscue; boccioni per vino aceto e olio; sacche e sacchetti, per farina noci ceci secchi lenticchie castagne, a tracolla. A vol...