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Il centro fortificato di Cozzo Cerasello

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di Caterina Palmieri La località “Cozzo Cerasello” si trova a quota 649 metri s.l.m., appartiene, dal punto di vista amministrativo ai comuni di Pietrapaola e Caloveto, in provincia di Cosenza.     Fig. – 1 - Immagine dal satellite del sito - L’altura domina a nord-est gli estremi contrafforti presilani e la costa ionica, a nord-ovest il bacino del Trionto dalla foce del fiume fino all’altezza dell’abitato di Cropalati, nell’interno e a sud-ovest controlla direttamente il corso del fiume Laurenzana, affluente del Trionto, l’antico Traes.     Fig. 2 – Immagine di Cozzo Cerasello – Fig.- 3 – la valle del Trionto vista da Cozzo Cerasello - Figg. -  4 e 5 –  I contrafforti presilani e la costa ionica con, in primo piano, Muraglie di Pietrapaola - Fig.- 6 - Localizzazione del sito - L’area è stata oggetto di ricognizioni, che hanno...

Vito Teti e il Sud dei contrasti

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di Tommaso Greco Non c’è verso: bisogna trovarsi al Sud per scrivere sul Sud. Non perché bisogna cercare chissà quale ispirazione, ma perché solo entrando fisicamente dentro le sue contraddizioni è possibile cogliere del Sud la natura bicefala e contorta, senza farsi trascinare dalle immagini da cartolina che troppo spesso condizionano l’atteggiamento di colui che da lontano vorrebbe aprire un discorso sulle ‘sue’ terre. Le contraddizioni del Sud sono quelle che è possibile sperimentare quotidianamente nei luoghi bellissimi deturpati dalla spazzatura, oppure nella grande capacità di donare e di ospitare manifestata da gente che, nel medesimo tempo, alimenta coi suoi comportamenti pratiche ai limiti della legalità. Ma ci sono dietro contraddizioni strutturali, che vengono da lontano. Ne parla con passione lacerata e lacerante Vito Teti nel suo libretto Maledetto Sud , pubblicato nel 2013 da Einaudi. Un libro completo e sofferto, che tutti i meridionali devono leggere per avere un...

La Grotta di San Giovanni Calybita. Un patrimonio da recuperare e da difendere

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Testo e foto di Caterina Palmieri A partire dai secoli VII-VIII, il monachesimo favorì l'incremento della popolazione di origine greca, soprattutto in Sicilia e Calabria, tanto che si parla di terza colonizzazione greca. Già nel corso del VII secolo è attestata in Sicilia la presenza di un certo numero di igumeni (in greco bizantino: “abati”), e quindi di monasteri greci. Sembra inoltre che Calabria e Sicilia durante l'VIII secolo siano state meta di immigrazioni di profughi orientali, vittime dell'iconoclastia, come dimostra il fatto che, tra il Consiglio di Nicea del 787 e quello di Costantinopoli dell'869, i monaci di Calabria erano tutti greci, provenienti dalle estreme province orientali dell'Impero come Siria, Palestina o Egitto. I monaci, fuggiti da Oriente  via mare, giunsero in Italia meridionale. Dalla Sicilia, prima terra raggiunta, attraverso lo Stretto giunsero e si rifugiarono nelle montagne del Reggino, risalendo via via fino alla zona del Merc...

Juanninu

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Bassa Foresta - anni 20 La torre Sarracino , o Turriazzo , s’alzava, al tempo, sulla montagnola Torva (ora collina per degradamento progressivo) su una base quadrata di dodici tese (ventidue metri) per cinquantaquattro cubiti e tre dita (calcolato alla romana, e da allora sempre, nell’atto costitutivo di torre di avvisamento de' pirati barbareschi del millecinquecento e non si sa quant’altro). Circa ventotto metri in somma , e dominava la valle del Traenzio e il mare. Non la più grande presente in zona, v’erano torri di difesa, rocche imponenti, baluardi anche contro i briganti, i cosiddetti fortalizzi, che potevano contenere un’intiera guarnigione di soldati. Rappresentava, tuttavia, il simbolo del potere, cambiava proprietà ogni qual volta cambiassero i rapporti di forza all’interno del latifondo (patrizio e in seguito anche degli agrari borghesi) che gestiva, nei secoli, il sociale, il lavoro, la fatica, in uno, la vita di contadini e villani (chiamarli sudditi ...