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La Calabria del Nord-Est senza fantasmi

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di Tommaso Greco Angelo Tommasi, Gli emigranti (1896) - Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma 1. La Calabria del Nord-Est è una terra dai contorni indefiniti che per decenni si è stretta intorno ad un fantasma. Questo fantasma — l’aereoporto di Sibari — è stato (e per qualcuno è ancora) come il Caciocavallo di bronzo cantanto e scritto da Peppe Voltarelli: simbolo e sintesi di tutte le speranze e di tutti i fallimenti di una terra e di una gente, che hanno guardato a questo sogno impossibile come alla panacea miracolosa che potesse mettere fine a secoli di disperazione, di arretratezze, di ingiustizie. Pensavamo all’aeroporto di Sibari e dicevamo: se ci fosse quello, tutto sarebbe sistemato! Figuriamoci… Forse verrà un giorno in cui questa terra riuscirà a stringersi intorno a qualcosa di meno aleatorio e di più reale, agganciando la sua identità alle risorse che il suo territorio — pur continuamente schiaffeggiato, persino da chi lo abita — continua ad offrire cop...

Ricordo di Cesare Curcio

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di Pietro Ingrao [Questo articolo di Pietro Ingrao è del 18 novembre 2004 e riguarda i suoi rapporti con la Calabria. L’articolo è disponibile — insieme a tutta l’opera del dirigente comunista scomparso il 27 settembre 2015 — sul sito http://www.pietroingrao.it/ . La foto, che ritrae Ingrao con alcuni iscritti alla sezione PCI di Pedace, è presa dal sito http://www.mmasciata.it/. Cesare Curcio, cui è dedicato l'articolo, è stato un antifascista, poi parlamentare del Partito Comunista. Anche quella dell'antifascismo calabrese è una storia tutta da recuperare e l'articolo di Ingrao ne è una testimonianza]. Ho conosciuto Cesare Curcio nel mese di marzo del 1943. In quel tempo io ero clandestino. Facevo parte da circa 5 anni di una organizzazione comunista, che agiva dagli anni trenta a Roma, e che aveva tra i suoi promotori Antonio e Pietro Amendola, (figli di Giovanni, martire antifascista assassinato da sicari di Mussolini) e Bruno Sanguinetti, Lucio Lombardo Radice...

Un libro (in)dimenticato

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di Pierpaolo Cetera Nell’agosto del 1979, per i tipi della gloriosa casa editrice Lerici (“gloriosa” almeno per le proposte agli inizi della sua carriera), che aveva sede in via della Repubblica a Cosenza, uscì un volumetto di 230 pagine in un color aragosta (diciamolo, un po’ avveniristico, se confrontato con i grigi o bicromatici – ma sempre scuri! – colori di altre edizioni concorrenti ...), scritto da un antropologo dall’iter esistenziale particolare, autore di numerosi lavori che hanno fatto la storia “italiana” dell’antropologia negli anni del fine secolo: Gualtiero Harrison. Il titolo del libro era Nelle Mappe Della Calabria. Il sottotitolo recava la dicitura “scorribande antropologiche” … e la cosa già suscitava un certo interesse (almeno per i recenti “appassionati” alle discipline antropologiche, come il sottoscritto). Per certi aspetti l’opera in questione mi si presentava già dall’immagine usata (un vecchio portolano medievale; il grafico del volume era L. Marti...

Il dono delle fate

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di Pierpaolo Cetera Delle complesse interconnessioni e legami tra il presente e il passato di un luogo e di una società ne è consapevole la gran parte delle donne e degli uomini dediti agli studi. Quel che sfugge, mi pare, è che il presente non sorge all’improvviso – come una Pallade Atena dalla testa di Zeus- e non è un’epifania: ogni cosa è legata con fili sottilissimi alle successioni temporali, ogni realtà è frutto perché ha radici. Anche un oggetto qualsiasi, che ci sta davanti agli occhi “qui e ora”, pur essendo manufatto da qualche giorno, da qualche mese o da qualche anno, rimanda a un intreccio che assomma la nostra esperienza collettiva con l’abilità e la conoscenza dell’individuo che l’ha progettato, del soggetto ( o i soggetti) che l’ha (hanno) realizzato; e tutto rimanda a chi vivendoci ne mostra l’utilità o la bellezza (o, per contro, l’abuso o lo sfregio) per la sua e la nostra vita. L’intelligenza dovrebbe esentarci dal culto feticistico delle origini e dell’...

Il centro fortificato di Cozzo Cerasello

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di Caterina Palmieri La località “Cozzo Cerasello” si trova a quota 649 metri s.l.m., appartiene, dal punto di vista amministrativo ai comuni di Pietrapaola e Caloveto, in provincia di Cosenza.     Fig. – 1 - Immagine dal satellite del sito - L’altura domina a nord-est gli estremi contrafforti presilani e la costa ionica, a nord-ovest il bacino del Trionto dalla foce del fiume fino all’altezza dell’abitato di Cropalati, nell’interno e a sud-ovest controlla direttamente il corso del fiume Laurenzana, affluente del Trionto, l’antico Traes.     Fig. 2 – Immagine di Cozzo Cerasello – Fig.- 3 – la valle del Trionto vista da Cozzo Cerasello - Figg. -  4 e 5 –  I contrafforti presilani e la costa ionica con, in primo piano, Muraglie di Pietrapaola - Fig.- 6 - Localizzazione del sito - L’area è stata oggetto di ricognizioni, che hanno...