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Il principio Melissa

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di Tommaso Greco Il Buon Samaritano (Codex Purpureus Rossanensis) Credo sia opportuno spendere ancora qualche parola su quel che è successo l’altro giorno a Torre Melissa, in Calabria, dove 51 esseri umani di origine curda — uomini, donne, bambini — sono stati salvati dalla popolazione del luogo, dopo che la barca a vela sulla quale erano stati abbandonati dagli scafisti si era capovolta non lontano dalla costa. Le parole commosse e commoventi con le quali il sindaco di Melissa, Gino Murgi , ha commentato l’intervento suo e dei suoi concittadini, riecheggiano e si ergono nel vano frastuono di una politica e di una coscienza sociale che, da qualche tempo a questa parte, hanno fatto dell’indifferenza la propria cifra di riconoscimento e il proprio luogo di autocompiacimento. Melissa è un nome non del tutto sconosciuto alla Storia. Il 29 ottobre del 1949, quasi esattamente 70 anni fa, furono uccisi dai carabinieri tre contadini — Francesco Nigro, di 29 anni; Giovanni Z...

CALABRIA IMPOSSIBILE? KAULÓN/MONASTERACE, IL TEMP(I)O IN 3D

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di Mario Ricca Passato Futuro Sul far della sera, un’imbarcazione naviga sullo Jonio. Sulla costa, più a nord di Locri Epizefiri, di fronte ai naviganti si staglia un promontorio smisurato che s’allunga nel mare, un indice titanico proteso tra i flutti. Approssimandosi alla terraferma, s’intravede sempre più nitida la sagoma di una città. Un tempio in lontananza occhieggia nella notte stellata, arretrato rispetto alla costa. La forma è imponente. Si contano sei colonne frontali. Danno verso il mare. Incorniciano da lontano il porto, sicuro e fortificato: punteggiato da luci d’avvistamento, nella notte sembra disegnare un merletto. È il confine marino dell’abitato, è Kaulón, la ricca colonia della Magna Graecia. I naviganti sono abitatori di un tempo sconosciuto, ancora indefinibile. Forse Greci, forse ignoti stranieri, che provengono da un tempo remoto, altro. La loro imbarcazione s’avvicina all’ingresso del porto, quando d’impr...