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Paesi che muoiono….di troppi “lavori”

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Per una politica dell’attenzione quotidiana di Tommaso Greco Anche se sembra incredibile a dirsi, ci sono paesi, nel nostro Sud, che muoiono per sovrabbondanza di soldi e per mancanza di attenzioni. Sono come persone che soffrono di solitudine e che invece di vedersi arrivare quei gesti quotidiani che potrebbero farli sentire meno soli, vengono trattati con potenti dosi di psicofarmaci che gli facciano dimenticare il loro male, e che li portano prima alla follia e poi rapidamente alla morte. Ciò che li dovrebbe curare, secondo dottori improvvisati e inesperti, è ciò che li fa morire. Incapaci di fare una diagnosi attenta e veritiera, questi dottori sbagliano anche la terapia, e così mandano il paziente direttamente al cimitero. Questo accade quando ai nostri paesi, che indubbiamente soffrono di solitudine e di abbandono, vengono iniettate potenti dosi di lavori pubblici, che hanno il solo effetto di ingigantire la solitudine e rendere ancora più evidente ...

Hammamet, o della distanza rispetto al Potere

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di Tommaso Greco Scoprire qualche settimana fa che Gianni Amelio aveva fatto un film su Craxi mi aveva letteralmente ‘sconvolto’.   Voglio dire: Amelio è il mio regista preferito, e Craxi è stato il primo dei leader politici che si atteggiano a padroni di un Paese — e dunque, prima e indipendentemente da Tangentopoli — che ho potuto francamente detestare (dopo di lui, una lunga schiera). Quale connubio possibile? E soprattutto, quale poteva essere il punto di vista che il regista calabrese aveva assunto nell’affrontare un personaggio tanto discutibile? Dopo aver letto tante critiche, nelle quali il giudizio sul film veniva fatto dipendere quasi sempre dal giudizio sul Personaggio di cui il film trattava, ho potuto finalmente vedere l’opera di Amelio; e sono uscito dal cinema sinceramente rinfrancato. Nel film non c’è agiografia, ma tutt’al più pietà umana nei confronti di un personaggio che cammina verso la morte; e non è affatto vero che nel film vengano ...

I 70 anni della strage di Melissa: memoria (e lotta) per la giustizia

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Era il 29 ottobre del 1949 quando la polizia italiana sparò sui contadini che, a Melissa (come in molti altri paesi della Calabria) reclamavano l'applicazione dei decreti Gullo per la redistribuzione delle terre incolte. Rimasero uccisi Francesco Nigro, di 29 anni, Giovanni Zito, di 15, Angelina Mauro, di 23. I loro nomi rimangono scolpiti nella memoria di quanti hanno a cuore l'emancipazione degli 'ultimi', ma rimangono soprattutto per ricordarci che -- sia allora, che oggi -- la Calabria, come tutto il Sud, e come tutti i Sud del mondo, è luogo dove un tempo si è lottato per vincere le ingiustizie, e dove bisogna continuare a lottare se non ci si vuole arrendere alla legge di chi detta legge. Quei giovani, con i loro nomi e con la loro morte, rimarranno vivi se sapremo prenderli ad esempio di un modo di stare nel mondo: un modo che è consapevole innanzi tutto che si ha il dovere di lottare per conquistare ciò che ci spetta. Ci sarà sempre qualcuno che avrà inter...

LIBERTA’ E GIUSTINA IN ARGENTINA

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Mia nonna si chiamava Giustina e non per caso nacque in Argentina. Anzi, meglio: mia nonna nacque in Argentina e proprio per questo fu chiamata Giustina. I suoi genitori erano infatti, come tanti, partiti su una grande nave accompagnati dai santi. Cercavano lavoro e un po’ di dignità: un’altra figlia la chiamarono Libertà. Erano idealisti? Non lo saprei dire. Certo volevano di più che guadagnare delle lire. Cercavano qualcosa che nel loro paese non avevano e col nome delle figlie decisamente lo dicevano. Sentivano bene nella mente e nel petto che non si è uomini né donne se non si gode di rispetto. Quel rispetto invocato dal volto di ciascuno che se lo guardi ti fa capire il valore di ognuno. Non posso non pensare a Libertà e Giustina ora che di Bobbio vado a parlare in Argentina . Aveva ideali  —  Giustizia, Libertà  —  che tutto il mondo dice: riunisco a Buones Aires i miei studi e la mia radice.