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A. Huxley, L'albero d'olivo (1939)

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  V. Van Gogh, Giardino di olivi (1889)    Il file è disponibile in formato pdf sulla pagina Academia del Laboratorio Camenzind: A. Huxley, L'albero d'olivo (1939)

Abitare il tempo sospeso. Una riflessione (paesologica) sul triduo pasquale

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Foto di Mario De Vincentis  di Umberto Mazza " Hoje è mortu u Signuru ".  Quante volte ho sentito questa frase  dalla viva voce dei vecchi del nostro paese; la morte e passione di Cristo era vissuta veramente come qualcosa di realmente accaduto, una rievocazione di un dolore che era  lo stesso che si provava ogni volta che si pensava al giorno della morte dei propri cari. Raccontano le cronache paesane che i padri passionisti che venivano chiamati a fare la predica del Venerdì Santo creavano una tensione emotiva tale che nessuno rimaneva impassibile alle loro parole: la gente piangeva come se quel lutto  toccasse  nel profondo  la propria coscienza . E lo era di fatto. Anche i lamenti funebri, bellissimi, e la disposizione della processione rendevano tutto molto reale.  La spettacolarizzazione, che ha reso i fedeli puri spettatori, almeno nel nostro paese, è un fatto iniziato nei primissimi anni novanta. A dare maggiore veridicità al fatto che G...

Pensare il Sud

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Una breve riflessione a partire da F. Cassano,   Il pensiero meridiano,  Laterza, Roma-Bari 1995. Qualche settimana fa, un mio amico mi raccontava, indignato e umiliato, un servizio mandato in onda dal Tg2. Per commentare la solita relazione dell’Istat sulla ricchezza delle nostre regioni, la pubblica informazione non aveva trovato di meglio che far vedere, per la regione più ricca (la Valle d’Aosta), una via splendente di negozi e vetrine, attraversata da frettolose signore in pelliccia; per la regione più povera (la Calabria), una vecchietta, vestita di nero, che lentamente trascinava il suo passo, portando sulla testa una fascina da mettere al fuoco. Il mio amico mi raccontava tutto questo e io ero felice. Sentivo che la sua rabbia non era dovuta al fatto che non avessero mostrato i negozi e le vie trafficate, che pure ci sono in Calabria; quella rabbia derivava dal non veder riconosciuta la dignità di un’altra forma di vita. Con un bellissimo atto d’orgoglio e senza alcun ...

MAROCCO

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Lungo le strade del Marocco  ho visto una creatura di sabbia  e pietre, su cui le donne si muovono leggere, portando i loro fardelli, avvolte nei veli colorati. Silenziose si scostano  dagli uomini che affollano i mercati o che all'ombra aspettano il muezzin che proclami l'ora della preghiera. Solo i ragazzi sorridono  mentre tornano dalla scuola piroettando sulla bicicletta o camminando senza fretta lungo il ciglio della strada. Mi accorgo di aver già vissuto  il Marocco nel grido degli ambulanti che giravano il paese carichi di tappeti, e ancor più nella mia gente:  accompagnando mia madre al fiume dove lavava le coperte  e poi le stendeva al sole sulle pietre; andando incontro agli asini su cui uomini cotti dalla fatica tornavano  al focolare nell'ora del tramonto; negli operai sulle 'nnajte  di tavola, che costruivano le case coi blocchetti di cemento. Non è lontano, per me, il Marocco.  Nelle sue facce olivastre,  nelle sue att...

Per rinascere, la Calabria riscopra i doveri

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  di Tommaso Greco   Perché parlare di doveri in una terra in cui, più che altrove, si avverte una tragica mancanza di diritti? Non diciamo continuamente che soprattutto in Calabria non c’è alcuna garanzia di alcuni diritti fondamentali come quelli al lavoro e alla salute? Personalmente, credo che la ragione principale di questa mancanza stia soprattutto nel fatto che ci si è dimenticati dei doveri.  È abbastanza facile dimostrare con un esempio come sia il generale disprezzo per i doveri a fare in modo che certi diritti esistano per i calabresi solo sulla carta. Se la Calabria è la regione con il maggior tasso di “emigrazione sanitaria” (si va nelle altre regioni per essere curati, spessissimo da medici calabresi che lavorano al Nord) è certamente perché molti dentro gli ospedali non fanno il loro dovere (o non lo fanno in modo adeguato).  Ma sarebbe miope pensare solo in termini così ristretti. I doveri violati da qualcuno dentro un ospedale sono frutto di una lu...

‘A truscia’ e l’origine dei doveri

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Silvestro Lega, La visita (1868) di Tommaso Greco Quando morì mio nonno Tommaso, esattamente trent’anni fa, trovai in un cassetto un foglio scritto a mano nel quale erano segnati i nomi delle persone che erano andate a trovarlo allorché, tempo prima, era stato in ospedale ed era poi tornato a casa. Insieme ai nomi era segnato ciò che gli avevano portato: caffè, zucchero, succhi di frutta, biscotti, e altre cose di questa natura. Chi è cresciuto al sud fino a tutti gli anni ‘80 sa benissimo di cosa sto parlando. Di una pratica sociale, cioè, che in determinate situazioni impone determinati obblighi, la cui esecuzione è alla base del legame sociale. Obblighi piccoli e grandi, che regolano i comportamenti quotidiani nelle varie occasioni: quando ci sono nuove nascite, quando ci si sposa, quando muore qualcuno. Ognuno sa cosa deve fare , perché quelli sono gli obblighi tipici ai quali bisogna attenersi in quella determinata situazione. Il promemoria di mio nonno era stato o...

CALOVETO

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Caloveto - Largo Notar Passavanti (© Tommaso Greco 2013) di Padre Vincenzo Cosenza Seduto sul gradino della porta di casa mia respiro la vita che “Largo Notar Passavanti” sussurra con le pietre dei vecchi muri e anche con le nuove che non sanno del passato. Ognuna di loro mi racconta un volto una voce un sorriso: mi ricorda la serena filatura della lana e lo sferruzzare veloce e preciso delle vicine e della mamma intente a realizzare senza pensare calze, maglie, maglioni: una fabbrica manifatturiera che canta vita e affetti in ogni angolo di quel minuscolo spazio del mio vicinato. Sento le voci vedo i volti di quelle presenze e ognuna occupa il suo posto: di ciascuna figura pennellate di colori che il tempo non ha cancellato dal mio intimo più profondo. E le pietre sono là su quei muri che mi parlano e aspettano ogni giorno una nuova alba a cui raccontare quella passata svegliata dal tintinnio ...