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“Tutto un programma!”

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Pieter Brueghel il Vecchio, Banchetto nuziale  (1568) di Tommaso Greco Sono il sindaco di un paesino calabrese. Mi spendo per il mio paese con tutte le energie a mia disposizione. Anche se risiedo in una cittadina diversa, sono presente tutti i giorni per risolvere i problemi dei miei concittadini. E infatti, i miei concittadini mi rispettano proprio perché mi considerano uno che risolve i loro problemi. Di questo vado molto fiero.  Il paese che amministro è, come tutti i paesi calabresi, un luogo di immigrazione nel quale “i turisti” tornano ogni anno per passare le loro vacanze. Sempre meno, a dire la verità. Un tempo, tutti tornavano nel loro paese e riempivano la piazza e le strade fino a tarda notte. Da qualche anno a questa parte, quelli che decidono di tornare — molti, infatti, non vengono neppure — se ne vanno in giro in altri posti, magari affittano la casa al mare, o comunque si disperdono nei paesini vicini, sempre pieni di iniziative. Per affrontare questa situazio...

Come dare giustizia al dolore attraverso i libri: una nota a 'Malinverno'

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  di Tommaso Greco 1. Ho il difetto di arrivare a volte un po’ in ritardo agli appuntamenti. Solo un po’, ma quanto basta per giungere nel luogo fissato quando altri sono già arrivati. Mi capita anche con le recensioni: le scrivo quando il libro che vorrei segnalare è stato ampiamente letto, ma soprattutto quando ormai molti gli hanno già dedicato note, presentazioni e appunto recensioni di varia natura. Lo prendo come un vantaggio, e quasi un lusso: l’essere ritardatario, in questo caso, mi permette di sorvolare su molte cose già dette da altri e di soffermarmi su aspetti che possono essere considerati secondari ma che  per me  diventano preponderanti.  Di  Malinverno  — il romanzo di Domenico Dara pubblicato l’anno scorso da Feltrinelli, cui ha arriso fin da subito un grande e meritato successo e di cui possono essere lette numerose recensioni che ne ricostruiscono il contenuto e ne lodano il valore letterario —, voglio dire innanzi tutto che mi fa venire...

A. Huxley, L'albero d'olivo (1939)

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  V. Van Gogh, Giardino di olivi (1889)    Il file è disponibile in formato pdf sulla pagina Academia del Laboratorio Camenzind: A. Huxley, L'albero d'olivo (1939)

Abitare il tempo sospeso. Una riflessione (paesologica) sul triduo pasquale

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Foto di Mario De Vincentis  di Umberto Mazza " Hoje è mortu u Signuru ".  Quante volte ho sentito questa frase  dalla viva voce dei vecchi del nostro paese; la morte e passione di Cristo era vissuta veramente come qualcosa di realmente accaduto, una rievocazione di un dolore che era  lo stesso che si provava ogni volta che si pensava al giorno della morte dei propri cari. Raccontano le cronache paesane che i padri passionisti che venivano chiamati a fare la predica del Venerdì Santo creavano una tensione emotiva tale che nessuno rimaneva impassibile alle loro parole: la gente piangeva come se quel lutto  toccasse  nel profondo  la propria coscienza . E lo era di fatto. Anche i lamenti funebri, bellissimi, e la disposizione della processione rendevano tutto molto reale.  La spettacolarizzazione, che ha reso i fedeli puri spettatori, almeno nel nostro paese, è un fatto iniziato nei primissimi anni novanta. A dare maggiore veridicità al fatto che G...

Pensare il Sud

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Una breve riflessione a partire da F. Cassano,   Il pensiero meridiano,  Laterza, Roma-Bari 1995. Qualche settimana fa, un mio amico mi raccontava, indignato e umiliato, un servizio mandato in onda dal Tg2. Per commentare la solita relazione dell’Istat sulla ricchezza delle nostre regioni, la pubblica informazione non aveva trovato di meglio che far vedere, per la regione più ricca (la Valle d’Aosta), una via splendente di negozi e vetrine, attraversata da frettolose signore in pelliccia; per la regione più povera (la Calabria), una vecchietta, vestita di nero, che lentamente trascinava il suo passo, portando sulla testa una fascina da mettere al fuoco. Il mio amico mi raccontava tutto questo e io ero felice. Sentivo che la sua rabbia non era dovuta al fatto che non avessero mostrato i negozi e le vie trafficate, che pure ci sono in Calabria; quella rabbia derivava dal non veder riconosciuta la dignità di un’altra forma di vita. Con un bellissimo atto d’orgoglio e senza alcun ...

MAROCCO

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Lungo le strade del Marocco  ho visto una creatura di sabbia  e pietre, su cui le donne si muovono leggere, portando i loro fardelli, avvolte nei veli colorati. Silenziose si scostano  dagli uomini che affollano i mercati o che all'ombra aspettano il muezzin che proclami l'ora della preghiera. Solo i ragazzi sorridono  mentre tornano dalla scuola piroettando sulla bicicletta o camminando senza fretta lungo il ciglio della strada. Mi accorgo di aver già vissuto  il Marocco nel grido degli ambulanti che giravano il paese carichi di tappeti, e ancor più nella mia gente:  accompagnando mia madre al fiume dove lavava le coperte  e poi le stendeva al sole sulle pietre; andando incontro agli asini su cui uomini cotti dalla fatica tornavano  al focolare nell'ora del tramonto; negli operai sulle 'nnajte  di tavola, che costruivano le case coi blocchetti di cemento. Non è lontano, per me, il Marocco.  Nelle sue facce olivastre,  nelle sue att...

Per rinascere, la Calabria riscopra i doveri

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  di Tommaso Greco   Perché parlare di doveri in una terra in cui, più che altrove, si avverte una tragica mancanza di diritti? Non diciamo continuamente che soprattutto in Calabria non c’è alcuna garanzia di alcuni diritti fondamentali come quelli al lavoro e alla salute? Personalmente, credo che la ragione principale di questa mancanza stia soprattutto nel fatto che ci si è dimenticati dei doveri.  È abbastanza facile dimostrare con un esempio come sia il generale disprezzo per i doveri a fare in modo che certi diritti esistano per i calabresi solo sulla carta. Se la Calabria è la regione con il maggior tasso di “emigrazione sanitaria” (si va nelle altre regioni per essere curati, spessissimo da medici calabresi che lavorano al Nord) è certamente perché molti dentro gli ospedali non fanno il loro dovere (o non lo fanno in modo adeguato).  Ma sarebbe miope pensare solo in termini così ristretti. I doveri violati da qualcuno dentro un ospedale sono frutto di una lu...